ago
31

Intervista semiseria a Matteo Maggiore

Author Nico    Category Interviste     Tags

Era da un pò che non sentivamo la voce di qualche bravo creativo italiano, vero? Oggi riprendiamo da Matteo Maggiore, copywriter in Saatchi & Saatchi Milano, una voce giovane che si racconta e ci racconta del suo lavoro con un pizzico di creatività e una spolverata di filosofia (non a caso, guardate un pò che foto ha mandato). Lo lasciamo parlare che dite? Ok, ecco a voi la sua intervista.

- Presentazioni d’ autore. Chi sei?
Mi chiamo Matteo Maggiore, ho 26 anni e in questo momento sono tenuto in ostaggio da un Eurostar che da Lecce è diretto a Milano. Mentre cerco di trovare un minimo di concentrazione per rispondere a questa intervista, guardo fuori dal finestrino e penso che la mia abbronzatura non si abbinerà affatto al mood di ”primo – lunedì – lavorativo – post  – vacanze.”

- Qual è il tuo posto di lavoro e che ruolo svolgi in questo momento?
Copywriter in Saatchi & Saatchi Milano.

- Che cosa pensi della creatività italiana?
La creatività italiana è apprezzata in tutto il mondo, tranne che nel suo paese d’origine. I creativi italiani si affermano bene all’estero, ricoprendo i ruoli più ambiti. Il problema è che in Italia non esiste una cultura pubblicitaria e nel processo creativo manca il cosidetto “pensiero laterale”, non perché un creativo italiano non sia capace di produrlo, ma perché sono i clienti che lo sfiduciano, che si fidano poco dei consigli dell’agenzia, che si tengono lontani dalla sperimetazione e dall’utilizzo di nuovi linguaggi. Mancano direttori marketing ispirati, quelli che sanno guardare oltre il proprio naso e che, soprattutto, non hanno paura. Già, perchè la paura è il contrario della parola ‘creatività. Andiamo sempre più verso un mondo che ha come caratteristica comune il fare, o meglio, il “saper fare comunicazione”. Il prestigio e il rispetto di una nazione lo si attribuirà valutando anche questa abilità.

- Hai davanti una platea di giovani creativi, cosa ti sentiresti di dirgli?
http://www.youtube.com/watch?v=jQvU9aWuqwQ

- Qual è la campagna (stampa, tv, online) fatta da te che ti piace maggiormente? E la peggiore?
Questa domanda va bene per un pubblicitario navigato, ma cercherò ugualmente di rispondere. In 3 anni di esperienza, tra le mie campagne preferite, vi è un pezzo stampa e outdoor fatto in Oglilvy Spagna per Cerveza Estrella e poi la campagna integrata “Trolleys”, realizzata per Carrefour in Saatchi (la cito perché si tratta della prima campagna integrata realizzata in Italia per un retailer).

- Stai guardando il tuo film preferito in tv quando, a un certo punto, c’è la pubblicità. Cosa ti passa in testa in quel momento?
Non guardo la tv, non solo per il palinsesto ma soprattutto perché si è scassata.

- Riesci a descrivere la tua tipica giornata di lavoro?
Apro gli occhi dopo aver maledetto almeno tre volte la sveglia, doccia e poi una veloce catch – roulette  di indumenti (in pratica prendo le prime cose che trovo). Colazione al bar e poi in agenzia. Dipende dal lavoro che c’è da fare, ma diciamo che non esco mai prima delle 20.

- Qual è il ruolo che la pubblicità svolge secondo te nella vita di tutti?
Il ruolo della pubblicità è cambiato di pari passo con il livello teconologico che una società ha potuto raggiungere nel corso degli anni. Si è passati quindi da un ruolo prettamente informativo ad uno caratterizzato soprattutto da forme di entertainment partecipativo. L’obiettivo della pubblicità resta sempre quello di vendere un prodotto o servizio, solo che adesso, insieme al prodotto, il consumatore compra anche esperienze, la maggiorparte delle volte, orientate anche al miglioramento etico della propria vita.

- La pubblicità è autoreferenziale. Sei d’accordo?
No, proprio per quello scritto precedentemente.

- Quali sono, sempre che ci siano, le differenze tra le agenzie italiane e quelle europee?
Avendo lavorato per un anno in Spagna, posso dire che in realtà non esistono grosse differenze tra le agenzie italiane e quelle europee. La vera differenza la fa il grado di cultura pubblicitaria di un Paese. Posso dire, però, che all’estero le agenzie e, di conseguenza, i clienti hanno molto più rispetto della figura del creativo come figura professionale.

- Grazie per aver risposto! Ma ci manca una frase di chiusura…
“Gabba Gabba Hey” (The Ramones)

ago
28

23 milioni di grazie per Wind

Author Nico    Category Spot e Pubblicità     Tags

Devo dire la verità, il nuovo spot on air in questi giorni di Wind che ringrazia tutti i suoi clienti, mi piace proprio. Sarà la realizzazione pulita, l’art direction curata, il monologo semplice e informale. Non c’è niente di gridato, poco di autoreferenziale. Mi piace proprio. Faccio i complimenti ai creativi della DDB.

ago
28

Stand up for simplicity per Gas

Author Nico    Category ComunicAzione     Tags

Anche il brand Gas, noto marchio di abbigliamento si adatta per così dire alle nuove regole della comunicazione adottando uno stile più semplice, emozionale e molto più condivisible. Dopo un oscuramento del sito durato tutta la giornata del 23 Agosto è andato on air il nuovo sito, completamente rinnovato. E’ interessante notare come anche Gas punti ad una visione della vita semplice valorizzandone gli aspetti più comuni e “amatoriali”. E’ questo il filo conduttore di tutta la nuova comunicazione del brand. Sarà un seguito della campagna teaser del Simplicity Wall, la connessione a facebook in cui gli amici di Gas hanno avuto la possibilità di postare le loro soluzioni ai piccoli problemi di ogni giorno, con l’unica accortezza di pubblicare soluzioni estremamente semplici. La connessione con il famoso social network non andrà persa ma anzi sarà ancor più semplificata e potenziata. La fase conclusiva della campagna si concretizzerà poi con il supporto dei media classici, quali tv e affissioni.
Questa nuova linea conferma comunque la nuova strada che la comunicazione stessa sta tracciando, sempre più orientata alla semplificazione e condivisione.

ago
20

Un manifesto dei creativi per i creativi

Agosto è il mese senza vento, dove tutto è fermo. Mannaggia a me, la mia testa continua incessantemente a girare ed è per questo che scrivo questo post proprio oggi, nel centro di un mese dove sembrano tutti scomparsi. Durante l’ultimo anno, quando ho iniziato davvero ad informarmi su questo affascinante mondo della pubblicità ho letto in giro, tra blog, riviste di settore e magazines il disagio forte che, crisi o no, il settore della comunicazione e della pubblicità italiana sta soffrendo. Gare non pagate e paradossalmente poca comunicazione tra agenzie rivali che secondo me, nonostante l’essere concorrenti ovvio, devono cercare di fare sistema per ridare dignità all’intero settore. Nello stesso tempo ho sentito poco i creativi quelli che secondo me fanno grande questo settore. Poche parole e molto spesso neanche quelle. E allora mi sono detto ci provo io a proporre qualcosa. Mi prenderanno per pazzo, forse per illuso ma tentare non nuoce di certo. Un manifesto etico della pubblicità italiana, fatto per i creativi dai creativi. Ogni articolo viene proposto da un creativo diverso, proveniente da un’agenzia diversa che insieme danno vita ad un manifesto unico, universale, un gesto semplice ma che potrebbe diventare nello stesso tempo l’inizio di un cambiamento che sicuramente è necessario e credo evidente a tutti. Mi sono preoccupato di avvisare le più importanti agenzie italiane: Jwt, Leagas Delaney, Anna Maria Testa, Casiraghi&Greco, Y&R Italia, Lorenzo Marini e associati, Lowe Pirella Fronzoni, Mc Cann, Grey, Enfant Terribles, Twba, MRM, Armando Testa, 1861 United, DDB, Tita, Saatchi & Saatchi, Publicis, Cookies, D’Adda Lorenzini Vigorelli. Naturalmente TUTTI sono invitati a partecipare e se sei un creativo che non fà parte delle agenzie sopra non c’è problema, aggregati pure e scrivete pure qui di seguito al post.

Adesso sta a tutti noi cercare di fare qualcosa e soprattutto crederci.
Potrebbe essere l’inizio di qualcosa di più grande.
A presto altri aggiornamenti.

ago
7

Se vai in bagno ti scotti

Appena l’ho vista mi è venuta fuori una bella risata, spero venga anche a voi. Questo simpatico annuncio per dei sanitari”di fuoco”, che ho trovato nel blog di minimarketing ha qualcosa di magico non trovate? Eheh.

ago
6

I dieci comandamenti del creativo secondo Beigbeder

Vi pubblico un divertente testo che risale al 2004. Per farsi due risate in questo agosto deserto.

1. Un buon creativo non si rivolge ai consumatori ma alle persone che potrebbero dargli lavoro.

2. La prima idea è la migliore, ma bisogna sempre esigere tre settimane di tempo prima di presentarla.

3. Quando proponi un’idea geniale e il cliente vuole rovinartela, pensa intensamente al tuo stipendio, butta giù in trenta secondi una cagata sotto dettatura e aggiungi delle palme nello storyboard per andartene una settimana a girare il film a Miami o a Città del Capo.


4.
Arrivare sempre in ritardo alle riunioni. Un creativo puntuale non è credibile. Entrando nella sala dove tutti lo aspettano da tre quarti d’ora, il creativo non deve assolutamente scusarsi, piuttosto dire buongiorno, posso dedicarvi al massimo tre minuti.

5. Quando non si è preparato nulla, bisogna parlare per ultimi volgendo a proprio vantaggio quello che hanno detto gli altri. In qualsiasi riunione è sempre l’ultimo che ha parlato ad avere ragione.

6. Più sei pagato e più ti danno ascolto, e meno parli. In questo mestiere, più sei importante e più ti conviene stare zitto, perché meno apri la bocca e più passi per geniale.

7. Coltiva l’assenteismo, arriva in ufficio a mezzogiorno, non rispondere mai quando ti salutano, prenditi tre ore di pausa a pranzo, non farti mai trovare sulla tua scrivania. Alla minima osservazione rispondi “un creativo non ha orari, solo ritardi”.

8. Non chiedere mai a nessuno un parere su una campagna. Se chiedi il parere a qualcuno, rischi sempre che te lo dia. E una volta che te l’ha dato è impossibile non tenerne conto.

9. Appioppa tutto il tuo lavoro ad uno stagista: se ti piace, te ne attribuirai il merito; se non funziona sarà lui ad essere licenziato.

10. Quando un collega creativo ti sottopone un buon annuncio, non mostrare assolutamente ammirazione per la sua trovata. Digli che è una merda che è invendibile, che è roba vecchia, vista e stravista, o scopiazzata da una campagna inglese. Quando ti porta un annuncio che fa cagare digli che è roba ottima e fingiti molto invidioso.

ago
6

Io sono un creativo. Tu no.

Author Nico    Category Biscotti Web     Tags

Fuori è un assolato pomeriggio d’agosto, sento solo le cicale che cantano o si lamentano, decidete voi. In un clima cosi apatico una boccata di aria fresca e creativa mi è arrivata solamente da un’iniziativa divertente ed originale. Io sono un creativo. Tu no è un’iniziativa che cerca di radunare tutti i creativi d’Italia per conoscersi, condividere la propria arte e le proprie passioni. Dal gruppo su Facebook è possibile entrare in contatto con questa particolare communty ed avere maggiori informazioni sugli eventi e le manifestazioni collegate. Ma per entrare davvero in famiglia potete richiedere anche la maglietta e sentirvi al 100% dei veri creativi, condividendo questa professione, hobby o passione con il mondo intero. Tutto questo ben di Dio è un’idea di Massimo Sirelli (per gli applausi, lo trovate su Facebook).

Who i am

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Mi chiamo Nicolò, 20 anni. Sono studente di graphic design all'accademia di belle arti di Catania. Ho un cane, due gatti, mi piace mangiare italiano. Insomma, un ragazzo normale. La passione più grande è la pubblicità, con una spolverata di marketing e di viral. Credo che sia più di un semplice strumento di vendita, è lo specchio della nostra anima e della nostra evoluzione come persone. Ho detto troppo? Non so, ma ci credo fermamente. La mia più grande ambizione? Diventare un art director. Il mio più grande sogno? Non ho ancora smesso di pensarci. Per adesso gavetta, studio e tanta tanta tenacia, la trovate qui, tra le pagine del blog. Spero vi piaccia! Buona lettura.

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