Gli spot dal vaffanculo facile

Premessa. Sarà un post un pò crudo, ma che ben venga la critica in questo caso. Voglio parlare dei nuovi spot televisivi di Intesa San Paolo, tre multisoggetti realizzati dall’agenzia torinese Saffirio Tortelli Vigoriti. Senza entrare nelle dinamiche tecniche della realizzazione, mi appresto a parlare “di panza” come si dice dalle mie parti. Il primo impatto è stato piacevole, la realizzazione mi piace, a livello stilistico a mio avviso nulla da dire. Si sente profumo di cinema in questi spot e oggi come oggi, un livello simile in pubblicità è sempre bene rinfrescarlo. I tre soggetti parlano rispettivamente di un imprenditore che si “inventa” un nuovo modo di concepire la propria azienda la sera prima del suo fallimento. La seconda di due amiche che decidono di ristrutturare un vecchio asilo di quartiere e il terzo di un ricercatore che, scusate la ripetizione, trovata l’America in America, decide di tornare in Italia, fondare un suo polo di ricerca, rischiando tutto.  Sono spot figli della crisi anche se la crisi, proprio negli spot sembra voler essere allontanata a calci e pugni. Intesa San Paolo vuole ribadire con forza il concetto base: noi siamo con voi, gente coraggiosa che sfida l’incertezza, mettendo a rischio ciò che ha. Bene dico, io benissimo. Sono uno dei tanti che la pensa cosi. Peccato che voi siete una banca, e alla fiducia televisiva dovrebbe in qualche maniera controbilanciarsi una fiducia reale, in filiale, dove credo ancora manchi in larga parte. Ben vengano messaggi di questo tipo, ma non bastano alla gente per ricredere a quello che avete perso, care banche (non tutte si intende): la lealtà verso i vostri clienti. Ogni spot si conclude poi con una frase finale: Ci riuscirà? Questo non lo sappiamo…C’E UN’ ITALIA CHE LOTTA PER I PROPRI SOGNI. NOI SIAMO AL SUO FIANCO. Sarà vero? Non saprei. Voglio chiudere dicendo una cosa: mio padre, e due miei amici hanno commentato allo stesso modo la fine dello spot, che, devo dire, hanno seguito con interesse. Sapete come hanno concluso? “…ma vaffanculo stronzi…”