In questo ultimo periodo me lo chiedo spesso. Sarà, o la pubblicità sta un po perdendo la sua forza comunicativa che è comunque la sua stessa essenza? Forse è solo un’impressione, ma la deflessione del mercato pubblicitario, soprattutto nei media tradizionali, è dato a mio avviso non solo dall’ onnipresente crisi economica, ma anche da un mancato sviluppo delle meccaniche creative, se cosi possiamo chiamarle, che rendono la pubblicità indietro anni luce dal costume odierno. Mi viene sempre più da pensare al web e alla sua forza di cancellare la distinzione netta tra autore e utente. Perchè non implementare questo anche nell’ambito della comunicazione pubblicitaria? Renderla dinamica e adattarla, quasi come una vera storia, all’utente, che può scegliere, ad esempio, se Fiammetta (la ragazza della Tim….ops… pubblicità occulta) farà il bagno con quei “simpaticissimi ragazzi”, o se ne andrà stanca a causa di una forte emicranea… Scherzi a parte, questa potrebbe essere la nuova frontiera della pubblicità, frontiera che ho avuto modo di vedere, è già abbastanza sviluppata in altri paesi europei dove meccaniche di questo tipo sono entrati nelle capocce di tanti creativi di successo. Intanto, in Italia ci “gustiamo” quei simpatici giochini da malati mentali delle suonerie (mini giochini “pacco” che spopolano soprattutto nel web), dove siamo portati a scegliere tra risposte OVVIE, per avere il contentino di aver vinto una suoneria GRATIS (che alla fine, ci costerà più di una Porsche). Quanto ancora potranno durare questo genere di meccaniche perverse? Poco spero, per loro, ma soprattutto per la nostra stabilità mentale di consumatori allo stato brado.