Eccomi tornato dopo un pò di silenzio. Un silenzio dovuto però, per ricordare una persona che non c’è più. Ma adesso si riparte spero anche più in forma di prima. Oggi mi sento di riflettere un attimo sulla mia calda, gialla e meravigliosa terra di Sicilia. Ho sempre creduto e continuerò a crederlo che la Sicilia è una terra fantastica che si riesce a gustare solo vivendola, una bellissima tavolozza di colori a cielo aperto, natura, tradizioni e cucina. C’è di tutto. Da quando però ho iniziato a vivere la vita “cittadina” del Catanese, città in cui attualmente studio, mi sono accorto di quanto la gente non si accorga del paradiso in cui sta, andando alla ricerca di altro, della finzione e di quel fittizzio e puzzolente senso di appagamento puramente consumistico, in quelle chiese moderne chiamate centri commerciali. Credetemi, non me la prendo assolutamente con il consumo in se, anche io qualche volta sono andato in queste megastrutture a comprare qualcosa. Ma credo che si stia andando oltre, molto oltre il limite del semplice “shopping della domenica”, mi spiego meglio. SOLO a Catania e dintorni esistono una decina di centri commerciali anche a poche decine di chilomentri uno dall’altro. Strutture futuristiche, piene di vetrate colorate, scale mobili, enormi corridoi e soprattutto piene di qualsivoglia prodotto esistente su questo pianeta. Sono come dei mondi a parte, che rompono la continuità con la vita che c’è fuori. Molta gente non entra per comprare, ma per il solo gusto maniacale di girare per ore tra quelle merci scintillanti e piene di fascino. Personalmente mi fà paura e lo dico con molta sincerità. Provate ad entrarci, fermatevi e guardate attorno a voi: tutto è palesemente finto, costruito ad arte, smisuratamente grande per farti sentire smisuratamente piccolo. E tra la frenesia di gente e di marchi, si perde ogni tipo di emozione perchè si, lo shopping non ammette emozioni. Lavora, guadagna e vai a spendere in questi paradisi dell’era moderna. La gente che esce piena di buste ha un’aria di superiorità, come se quelle buste li rendessero migliori. I ragazzini si riuniscono tra gli ultimi capi primavera estate e i derivati alimentari del fastfood “all’ italiana”. Oggi le chiese si svuotano, ma i figli grassi di WalMart hanno sempre i parcheggi stracolmi. Potrebbe sembrare un controsenso, lo ammetto. Io che voglio fare pubblicità dovrei certo esserne felice, hai voglia a fare manifesti con la pasta scontata e la passata di pomodoro con il 3×2! Dovrei esserlo, ma non lo sono. Nessuna morale, nessun catastrofismo, ma una semplice riflessione su un fenomeno che oltre a deturpare il paesaggio siciliano (giusto pochi giorni fà ho visto un ennesimo centro in costruzione… e stanno buttando giù una bellissima collina alberata…) credo deturpi anche noi se non controllato e vissuto con una ritualità religiosa a tratti distorta. C’è chi costruiva cappelle per i Papi, chi le Piramidi, chi centri commerciali. Faranno la nostra storia, ci racconteranno a chi verrà dopo di noi. E chissà, magari qualcuno troverà pure un buono sconto tra i resti di quelle megalomani e paternali cattedrali della felicità.