Esilarante, e zuppo di creatività, il commento pubblicato nel post dello sciopero in McCann su KTTBlog, dove si può leggere una prosa che racconta la decisione di Lele Panzeri di lasciare l’ Adci. Di Lele Panzeri, personalmente conosco poco, se non il suo libro C’ero una volta. Vi lascio alle rime, stupende. Se riuscite ad arrivare alla fine, magari, lasciate pure un commento.
Si aprono le scuole
si tira su il sipario,
si vede il signor Preside
che incula il segretario…
Marco, mio dolce Marco,
scusami questo inizio,
ma devo trovare il ritmo
qui, chiuso in questo ospizio.
Sai che ti sono amico
sai che ti voglio bene,
perdona queste rime
ma devo alleviar le pene
di questo cuore antico
che batte nel mio petto…
oh scusa caro amico,
mi stan rifacendo il letto.
Spinosa è la questione
dove siam scivolati,
e modi poco urbani
spesso vengon usati.
Perciò ti scrivo in rima
nella speranza vera
che la mia voce antica
ti appaia anche sincera.
Anche tu mi conosci
lo sai che sono pazzo
ma in questi giorni oscuri
mi sono rotto il cazzo.
Sono un vanaglorioso
mi esalto nel casino,
porta un po’ di pazienza
io son sessantottino…
Comunque la questione
che mi perplime assai
è che non la conti giusta
e questo causa guai.
Secondo me sei schiavo
ché ti sei circondato
di strani consiglieri
che t’hanno ipnotizzato.
Sembran degli stagisti
con quelle facce unte
dalle speranze oblique
le unghie han già consunte.
Sembravano promesse
di questa professione
ma la realtà li mostra…
in cerca di poltrone.
Tu ti ricordi Vigor?…
mollava calci a tutti
ma uscivan le campagne
e annunci belli tutti.
Oggi che sono soli
e non c’è chi li comanda
gli annunci sono brutti
che desolata landa!
Per cui nel club s’insinuano
con quelle facce nere
promulgano le leggi
solo per il potere.
Scusa un momento Marco
c’è qui un’infermierina
mi cambia il pannolone…
urca, com’è carina!
Ma se tu vuoi, mio caro
questo mio buon consiglio,
molla ‘sti dilettanti
con faccia da coniglio.
Vieni con me a Campione
tocchiamo quattro tette
beviamo un po’ di whisky,
giochiamo alla roulette
con quel tuo sistemino
che m’avevi insegnato…
non sai quanti soldi
io ci ho guadagnato.
Marco sei alto e bello,
la faccia sorridente
lo sguardo chiaro e puro
non manca proprio niente.
Torna tra quelli pazzi,
torna tra quelli vivi,
torna tra quelli che
di spirto non son privi.
Voltiamo tosto pagina
fondiamo un clubbettino
quasi chiamo Pasquale
poi chiamo anche Agostino.
Sandro, Michele, Fritz,
Paolo, Giampiero e Gino
mettiamo su una roba
beviamo anche un buon vino.
Il professor di chimica
soffiando in un cannello
si rese incandescente
la punta dell’uccello…
Quel che sta succedendo
in questa sera oscura
è la morte d’un sogno
la fin della cultura,
di questa professione,
e di ciò son sicuro,
faran sparir poltrone
sarà sempre più duro.
Perciò con noi ritorna
a quello spirto sano
quando era divertente,
vedrai che piano piano
tutto ritornerà,
sarà una nuova alba,
e dimenticheremo
quest’era così scialba.
Marco, mio Marcolino
saluta il grande Alberto
che presto o poi lo senti,
di questo sono certo.
Par che sia pronto il rancio
tosto mi affretto in sala
oggi c’è la pastina
dopo un fim sulla “mala”…
ma prìa di andar ti chiedo,
lo chiedo per favore,
toglimi da ‘sto sito
mi guasta il buonumore.
Ma chi ebbe la peggio
fu il povero assistente
che si beccò nel culo
quel cazzo incandescente.
In fede mi firmo
Lele Panzeri
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