Ho appena finito di leggere l’ultimo numero di Wired, il quattordicesimo per l’esattezza. Questa volta però l’ho letto meglio; non mi era mai capitato di soffermarmi in modo spontaneo su una pubblicità stampa per più di qualche decina di secondi. In questo ultimo numero invece ci sono due esempi a mio avviso interessanti di come la pubblicità, anche la più classica, quella stampata su carta, possa interagire con l’utente o destare maggiore attenzione. Il primo esempio è quello di Citroen che lancia la sua nuova DS3 inserendo in una doppia pagina, oltre la canonica presentazione del prodotto, un rettangolo tridimensionale con la nuova auto che sembra letteralmente “uscire” dalla pagina. Niente di così innovativo dal lato puramente tecnico. Il rettangolino 3d ricorda non molto vagamente quelle E-cards per bambini con i personaggi dei cartoons che, muovendosi, danno l’impressione della terza dimensione. Ma una “tecnologia vecchia” è riuscita ad attrarre l’attenzione e, nel bene e nel male, a lasciare il segno. Il secondo annuncio che mi ha colpito è quello di Fiat, anche qui una bella doppia pagina con due 500, una a sinistra e una a destra, una bianca e una rossa. Ma la pagina di destra invita l’utente a “piegare” letteralmente la pagina, facendo della 500 un bel 250 (la piega a metà) e invita a sovrapporla alla pagina di sinistra. Ed ecco che il bicolore prende vita, la natura camaleontica della macchinina prende forma. Non voglio assolutamente dare pareri tecnici, più o meno criticabili, ma sicuramente è un segnale, più o meno forte, di un cambio di rotta dell’advertising classico. E questo è sicuramente un bene per avvicinarci ad una iterazione completa e più coinvolgente con gli utenti. Ma si sà, tutto nasce a piccoli passi. Ora vi tocca andare in edicola a comprare Wired, e questa volta per leggere la pubblicità.
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