Oggi torno a scrivere, dopo un mese e più di fermo, dato dagli impegni scolastici che si sono susseguiti uno dopo l’altro senza lasciare, credetemi, un attimo di pace. Ma adesso sono qui, con quella tranquillità ritrovata ma che adesso sembra quasi di troppo. Non voglio fare il nostalgico prima che davvero sia passato tutto, ma l’ultimo giorno di liceo, di quinto liceo, in vista degli esami è un insieme di sensazioni che quasi non ti lascia respirare. Vuoi gridare la gioia di aver sbattutto quella porta dietro di te, chiuso con tutte le interrogazioni o paranoie varie. Poi invece, ti giri, senti una frase, e pensi che nonostante tutta la fatica di questi mesi di scuola, ti mancheranno le risate, le battutine simpatiche, quelle interrogazioni a sorpresa. Insomma, la scuola. E sembra assurdo pensarlo, eppure è cosi, manca, e ogni ora che passa questa sensazione aumenta spaventosamente. Forse perchè si ci trova, in questo momento, in una congiuntura particolare, dove a cambiare non è solo la scuola, ma la vita intera. Si viene catapultati in un futuro di cui si conosce poco dove l’unica volta in cui era venuto in mente era mentre si parlava della scelta universitaria.
Personalmente ho “sentito” tutto ciò, e, nel bene e nel male, l’ ho vissuto nella sua pienezza, assaporando tutto ciò che questi 5 anni mi hanno offerto.Adesso ne sento la nostalgia, e ancora non sono passati neanche gli esami.
Sono cosciente che inevitabilmente, è andato via un pezzo di me, ma che restarà dentro la mia anima, ne sono sicuro, per moltissimo tempo.
GRAZIE A TUTTI.