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Intervista semiseria a Federico Ghiso e Giorgio Cignoni

Questa volta ho voluto esagerare. Un’intervista creativa si, ma per due! Oggi a rispondere sono Federico Ghiso e Giorgio Cignoni, direttori creativi alla 1861 United ed autori di diverse campagne tra le quali la toccante campagna dell’orsacchiotto di Sky. Due voci che ci raccontano cos’è per loro la pubblicità e le creatività. E allora ascoltiamole.

- Presentazioni d’autore. Chi sei?
Intanto siamo due. Federico e Giorgio. Pensiamo che il lato più divertente della nostra persona sia proprio l’altra persona. E forse il segreto è proprio questo: non solo divertirsi a fare questo mestiere ma anche divertirsi con le persone che lo fanno con te. Detto questo, abbiamo percorsi diversi ma le stesse passioni per le serie TV (Boris in particolare!) e tutto quello che si può fare nel tempo libero.

- Qual è il tuo posto di lavoro e che ruolo svolgi in questo momento?
Siamo direttori creativi in 1861United. Principalmente lavoriamo su SKY, Freddy, Diner’s Club e Stage Entertainment per il quale abbiamo lanciato il musical La Bella e La Bestia.

- Che cosa pensi della creatività italiana?
Che è una creatività capace di parlare agli italiani ma non di farsi apprezzare dal pubblico internazionale. Quindi in termini di vendite- quando ci sono – è una creatività che fa bene il suo mestiere. In termini di riconoscimenti internazionali paghiamo fortemente il nostro gap culturale nei confronti degli altri Paesi.

- Se avessi davanti a te una platea di giovani creativi, cosa ti sentiresti di dirgli?
Chiaramente, di stupirci. Poi di divertirsi. Di non risparmiarsi mai. Di non accontentarsi della prima idea. Di fare prima la cosa giusta, così passa l’ansia di risolvere il problema. E poi di fare tutte le altre cose, anche quelle che apparentemente sembrano sbagliate ma che alla fine potrebbero rivelarsi non solo le più belle ma anche le più giuste. Insomma, osare sempre ma senza mai perdere di vista i valori del marchio e i il prodotto che stai comunicando.

- Qual è la campagna (stampa, tv, online…) fatta da te che ti piace maggiormente? E la peggiore?
Per vari motivi la campagna alla quale siamo più legati è quella dell’orsacchiotto di SKY. E’ la prima campagna che abbiamo fatto insieme. Da lì in poi sono partite tutta una serie di campagne SKY che ci hanno dato molta soddisfazione (Se mi lasci non vale, Pasquale, ecc..).

- Stai guardando il tuo film preferito in tv quando, a un certo punto, c’è la pubblicità. Cosa ti passa in testa in quel momento?
Che a volte la pubblicità è più bella dei programmi tv. A volte invece no. Ma dipende dai programmi tv, ovviamente.

- Riesci a descrivere la tua tipica giornata di lavoro?
Intanto è molto lunga. E spesso non finisce neanche quando arrivi a casa. Ma quando finisce, per quanto sia stata una giornata dura, hai sempre la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro, in un bel posto, insieme a un bel gruppo di persone.

- Qual è il ruolo che la pubblicità svolge secondo te nella vita di tutti?
Semplificando molto, il ruolo che dovrebbe svolgere è solo uno: vendere prodotti.

- La pubblicità è “autoreferenziale”. Sei d’accordo?
No, non siamo d’accordo. La pubblicità deve parlare a milioni di persone diverse facendo però sentire ogni singola persona che la riceve come il destinatario unico di quel messaggio. Tutto l’opposto dell’autorefenziale.

- Quali sono, sempre che ci siano, le differenze delle agenzie italiane da quelle europee?
Le differenza ci sono, chiaro. Non perché sono diverse le agenzie ma perché sono diverse le persone. Gli stili di vita, i modelli culturali di riferimento. E non è detto che queste differenze siano a nostro netto svantaggio o vantaggio. E poi dipende dalle agenzie, dalle persone e non per ultimo dai clienti sui quali si lavora.

- Grazie per aver risposto! Ma ci manca una frase di chiusura…
Be’, una delle frasi più belle l’ha detto proprio Giorgio dopo circa 48 ore no stop passate in agenzia: ieri e oggi…i due anni più duri della mia vita.

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