Che è il momento di cambiare, nel mondo pubblicitario, lo ripeto ormai da molto tempo. Affinchè la pubblicità continui ad essere strumento utile e di supporto alle scelte di acquisto deve trasformarsi in relazione ai cambiamenti dei propri destinatari. Oggi i tempi sono maturi per farlo davvero. I tempi della reclamè “gridata”, del “compra e subito” devono lasciare spazio ad una comunicazione più pacata che, a mio avviso, paradossalmente non si deve prefiggere come unico e principale scopo quello di vendere una merce o un bene, ma di dar luce all’aspetto etico del brand, del prodotto, del servizio. Perchè a differenza di come ancora in troppi pensano, anche all’interno di agenzie e centri media, la vendita non è una necessaria relazione dello “spot”, ma di una serie di valori, regole, virtù del brand che fanno si che il consumatore (che brutta parola) scelga questo prodotto, questo marchio piuttosto che un altro. Il passaggio nelle parole non sembrerebbe poi cosi difficile. Mi accorgo però che questo “cambio di rotta” si stà pian piano attuandosi e sono sempre di più gli esempi di advertising che spostano il timone da una logica puramente di mercato ad una nuova e rinnovata visione emozionale della marca. Non è certo l’ultima arrivata, ma La campagna per la bellezza autentica di Dove racchiude sicuramente quanto appena detto. Si è cercato di coinvolgere le donne, mettendo in luce un loro problema, la visione distorta della bellezza. E’ una campagna che parte dal web, con il film Evolution pubblicato su Youtube, per poi diventare un vero e proprio manifesto pubblicato in più di 50 paesi in tutto il mondo. Si è voluto trasmettere il valore, l’etica appunto. E che qualcuno mi smentisca se non ne è valsa la pena, anche, se vogliamo dirla tutta alla fine, a livello di vendite e presenza sul mercato. Si potrebbero citare tante altre piccole iniziative che cavalcano la stessa onda, ma quella di Dove è stata la prima che ha iniziato a profanare quei canonici standard pubblicitari.
“E secondo te un brand che nasce nel 1957 come sapone liquido per piatti, può arrivare a lanciare addirittura un manifesto sulla bellezza autentica?” “Si, la rivoluzione è per tutti”.
ma va caca!!!
Ciao Mirko, mi sono imposto di non censurare commenti, ma potevi esprimerti in altro modo.
Comunque traduco per gli altri: “Mirko non condivide il post”.