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Le 24 ore più innovative di sempre… in H-Farm

Ho voglia di raccontare le 24 ore appena trascorse in H-Farm, una realtà davvero unica, non solo dal lato strettamente “business”, ma anche e soprattutto umano. Voglio, se non eccessivamente, entrare volutamente nel dettaglio. Arrivo in H.Farm verso le 9.30 del mattino di giorno 16, grazie a Mariateresa, che prontamente si precipita in aereoporto a prendermi. Appena arrivo noto subito la differenza con i modelli “classici” di strutture produttive, perchè si, dentro H-Farm si produce, e parecchio anche. Un casolare ristrutturato, sembra avere quasi la struttura di un vecchio mulino, ma con forme rinnovate. Tutto immerso nel verde, bellissimo, con dei prati belli freschi e tanto tanto verde tutto intorno. Appena arrivo e scendo dalla macchina, in giro Mariateresa nota che c’è un po di moria di macchine che non si riesce a spiegare (si arriverà a capire poi che leggenda vuole che l’acqua per rinfrescare i prati, attiva appena sono arrivato, è corrosiva per le auto :) ). Tutto in mezzo ai prati viuzze che portano ai diversi reparti, dove si concentrano le startup in avviamento. Saliamo in quella principale, e arrivo nel piano di Shado, una delle startup, orientata all’intrattenimento digitale e crossmediale. Mi prensento a giovani, pieni di entusiasmo, accoglienti e simpatici, e mi accorgo dell’ambiente fresco, dinamico dove c’è davvero tanta voglia di fare. Dopo un pò di chiacchiere, qualche battuta, è arrivato il momento, si và dal grande capo :). Con le mani un pò sudaticcie mi avvicino al suo ufficio, anche un pò in ansia a dire il vero. Tutto si rivelerà il contrario di tutto. A differenza di ciò che pensavo, Davide Bartolucci si dimostra cordialissimo e disponibilissimo, davvero una bella persona. Riesce a dirmi tantissime cose, mostrare progetti davvero innovativi e belli, farmi capire che se si vuole si può, ma soprattutto lo dice in maniera semplice, e soddisfa tutta la mia curiosità e sapere. Dopo un discorsetto di una buona oretta veramente ricco, non c’è che dire, arriva l’ora del pranzo. Con alcuni ragazzi del team si và ad un locale li vicino (non lo nomino, non per pubblicità, ma perchè il nome essendo in dialetto veneto, non lo ricordo xd) e, tra un piatto di pasta ed una bibita fresca si parla del Veneto, della mia terra, la Sicilia, dei suoi sapori e delle sue tradizioni. Li ho visti interessatissimi e questo naturalmente non può che farmi piacere e confermarmi che belle persone sono quelle che lavorano in H-Farm. Tornati in sede, mi metto all’opera, a tutti gli effetti, e sfruttando l’occasione, anche qui tra una battuta, un discorso, mi connetto alla “fulminea” rete wifi, e, essendo io un digital diviso ormai da tempo, senza rimedio, ne approfitto appunto e scarico giga e giga di roba alle spalle della Farm :) . Sul tardi, quando il sole si iniziava a nascondere tra i campi di grano che circondano la Farm, si passa ai saluti, con un pò di malinconia di lasciare cosi presto un luogo cosi bello. Dopo aver aspettato Davide, che “quasi fosse un tic” guardava la sala work in direzione di alcuni clienti venuti da Torino, si va io, Davide, la moglie ed un suo cugino calabrese a mangiare una pizza in centro a Treviso, con annessa visita alla città stessa. Inizialmente, a primo occhio, Treviso mi è apparsa un pò “plastica” nel senso che è perfetta e precisa all’ennesima potenza, un pò come piacciono le cose a me in fondo. Ordine e rigore, mi sembrava che dicesse ogni mattone della città. Ma alla fine, dopo questo senso di straniamento iniziale, ne sono rimasto colpito e affascinato. Pizza adesso! E da buon siciliano, prendo la pizza “siciliana” che devo dire, è più che buona. Anche qui delle chiacchiere piacevoli, e dopo, concludiamo la serata con un’altra passeggiatina verso la “zona nuova” dove c’è anche l’uni, e con una bella granita al limone. Alla fine, un pò triste saluto davvero per l’ultima volta, e l’indomani riparto per casa,lontana da quel luogo, distante anni luce, e non solo come distanza spaziale, ma soprattutto mentale. Questa esperienza mi è servita davvero, ho capito che “SI,SI PUO’”, che ciò che fin adesso ho solo immaginato e visto come un’utopia nella mia realtà, si può realizzare e formarsi per diventare qualcosa di utile e originale.Non posso che chiudere con ringraziare ancora una volta tutti, lo staff e soprattto Davide che ha voluto realizzare l’incontro e guidarmi alla scoperta di H-Farm. Spero con tutto il cuore, a prescindere da dove e come continuerà la mia carriera universitaria nell’ambito della comunicazione, che possa nuovamente tornare in Farm, senza pretese, ci mancherebbe altro, ma per ritrovare quella voglia di fare e di innovare, che dove sono aimè sento un pò distante. Siete stati per me la dimostrazione che chi crede nei sogni ed ha motivazione, può farcela, davvero. Tant’è che anche un ragazzetto di un piccolo paese siciliano, con il suo modem a 56k, è riuscito a volare in H-Farm, è riuscito a vivere le 24 ore più innovative di sempre.

Grazie,Nicolò

4 Commenti

  • Nicolò, grazie delle tue belle parole ma anche noi ringraziamo te e tutti coloro che vengono a visitarci perchè contribuisce ad apportare e a scambiare le conoscenze. contiamo di rivederti, grazie ancora e in bocca al lupo.

    ciao maurizio

  • Nicolò Says

    Grazie a te! Spero davvero di rivivere l’ambiente della farm, è davvero qualcosa di unico. Intanto mi sto informando per vedere se riesco a intraprendere l’università in quella zona… vediamo un pò…. :) CIAO

  • Ciao Nicolò, alla faccia degli articoli della stampa! Quello che hai scritto qui vale più di cento recensioni patinate. Spero di rivederti presto.

  • Nicolò Says

    Lo spero anche io… e questa volta magari con qualche cannolo ripieno :)

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