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L’importanza di comunicare il concetto

E’ tardi lo so, ma voglio scrivere questo post comunque. Giusto ieri ho parlato al telefono con Lorenzo Marini. Una chiamata durata pochi minuti tra il trambusto delle auto che coprivano le parole più lievi e silenziose. Ma mi è bastato sentire uno dei concetti che reputo fondamentali o forse necessari per un creativo o art director che lavora in pubblicità: il concetto. Ebbene si, il concetto è l’idea, l’espressione mentale, la nuvola che vaga nel cielo, il sogno che si scontra con la realtà. Insomma, è la base della pubblicità. Alcuni potrebbero pensare che è solo astrazione, teoria, sintesi retorica. E questo fatto è dimostrato, basta guardarsi un pò in giro per le città per notare ormai come un profumo, una borsa, o qualsiasi altro bene da consumare sia associato ormai alle onnipresenti donnine nude o quasi, a quelle labbra carnose, seni gonfi fino a scoppiare. Eppure vendono, chissà perchè. Ma il concetto che ci stà a fare? Dov’è l’estro creativo, la linfa vitale per ogni campagna, quel qualcosa in più che non solo fà vendere un prodotto, ma lo rende vivo, carne, ossa, respiro. Non c’è, o almeno, nella maggior parte dei casi, escluse le grandi agenzie di comunicazione. Sarà la nostra sete di raziocinio distillato dallo spirito a volere ciò? Non ne ho idea, ma se mettessimo maggiormente in risalto l’idea creativa, forse la pubblicità italiana acquisterebbe quel lustro in più che tanto ci allontana (forse) dalle campagne internazionali, e perderebbe (anche qui è d’obbligo un forse) un pò di tette e qualche scollatura di quelle modelle tutte photoshop e silicone.

3 Commenti

  • Mirko Says

    Il concetto è alla base di ogni tipo di progettazione, il problema di fondo del costante utilizzo dell’elemento “donna-oggetto”, a mio parere, è l’esigenza di attirare un pubblico, che difficilmente riesce a cogliere alcuni aspetti legati alla grande comunicazione a se stante, un enorme lacuna culturale, se cosi vogliamo chiamarla.
    Ed è cosi che la pubblicità di “serie B” diventa un esigenza.

  • Rob Says

    Vogliamo parlare di “Donne e Motori”?
    Prendo spunto dalla mia visita al Motor Show..
    Qualche giorno prima:
    “..eh sì vado a rifarmi gli occhi con qualche mostro della strada..”
    La sera:
    “..beh sì di macchine ce n’erano, di moto anche, antiche, sportive, da corsa, ecc.., ma di ragazze ce n’erano molte di più…: nude..!
    Per osservare i particolari di una macchina dovevi prima cercare di scansare le lunghissime gambe della ragazza che c’era sdraiata sopra.. Per le moto poi non ne parliamo, invadevano del tutto la visuale..
    Inevitabile la domanda: ma tutti questi uomini chi/cosa guardano? …
    Vogliamo parlare anche del logo pubblicitario del Motor Show Bologna 2009 (lo trovate facilmente sulla rete)? A me ha lasciato piuttosto perplessa..
    E’ la stanza di un bambino, qualche giochino in terra, una moto, una macchina e.. una Barbie.. Non aggiungo altro dopo l’aver detto che mi sembra una perversione.. Che ne pensate?

  • admin Says

    Bè cara Rob… il connubbio donne-motori non l’ho mai capito, tantomeno nella pubblicità o come in questo caso nella sponsorizzazione di un evento.
    Ma sarebbe inutile addentrarci in argomenti del genere. La verità è una e una soltanto: fin quanto le gambe, le tette continueranno a vendere, e ci riusciranno con onore, aimè dovremo metterci l’anima in pace: si moltiplicheranno come i pani della famosa parabola.

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