E’ con immenso piacere che pubblico la prima intervista semiseria di questo blog. Primo protagonista assoluto è Davide Breghelli, art director di Y&R Italia. Non perdo tempo, vi lascio subito all’intervista, buona lettura!
- Presentazioni d’autore. Chi sei?
State per iniziare a leggere questa mia intervista e la domanda che mi pongo è: non avete niente di meglio da fare?!
Tra tutte le domande credo che questa sia la più difficile. Come si fa a raccontare se stessi?! Vi basterà sapere che mi chiamo Davide, il resto (poco) lo potete trovare su Google.
-Qual è il tuo posto di lavoro e che ruolo svolgi in questo momento?
Lavoro da ormai 6 anni in Y&R come art director.
- Che cosa pensi della creatività italiana?
Che è come i treni…sempre in ritardo. Arriviamo oggi a parlare di internet, di collateral, di un nuovo modo di fare la réclame quando sono anni che in altri Paesi tutto questo già avviene.
Il secondo problema, a mio avviso, è che siamo troppo ‘italiani’. Abbiamo nel sangue una cultura, che se in molti campi ci ha portato a primeggiare, nel nostro ci ha reso forse ‘provinciali’.
Le campagne italiane che hanno vinto dei Leoni negli ultimi anni, parlavano, non a caso, un linguaggio internazionale. Facendo un paragone a me caro(spero di non offendere nessuno ed non essere smentito quest’anno…), in questo momento siamo l’Inter, vince facile in Italia, ma per vincere nel tempo e all’estero bisogna essere il Milan. Quella mentalità, che a noi, un pò manca.
- Se avresti davanti a te una platea di giovani creativi, cosa ti sentiresti di dire?
Cambiate mestiere finchè siete ancora in tempo.A parte gli scherzi (…) gli direi la verità: per fare questo mestiere bisogna molto spesso mettere da parte fidanzate, cene, feste, weekend, festività, partite di calcio. Se non siete disposti a questo, forse non è il vostro posto.
Preferisco preparare al peggio, per poi godersi ancora di più tutto quello che di bello può arrivare.
Il lavoro si fa, ma le rinunce alla vita privata sono difficili da affrontare, e molta gente che ho visto passare ha lasciato principalmente per quel motivo.
- Qual è la campagna (stampa, tv, online…) fatta da te che ti piace maggiormente? E la peggiore?
Brutte tante.Tra le belle, mi piace citare innanzitutto i lavori che partono da un brief reale, e la prima che mi viene in mente non è una campagna, ma bensì una promocard per l’Alfa 147 Ducati Corse. Il cliente aveva chiesto una promocard interattiva in cui ci fossero due messaggi da veicolare: il gioco (che avrebbe riportato al sito) e la velocità, e abbiamo fatto realizzare un vero labirinto con una pallina all’interno e lo scopo era arrivare all’uscita il più velocemente possibile. Nel suo piccolo è stata una novità nel mondo delle promocard e il riscontro che ha avuto mi ha dato una certa soddisfazione.
- Stai guardando il tuo film preferito in tv quando, a un certo punto, c’è la pubblicità. Cosa ti passa in testa in quel momento?
Scarico tutto da internet e quel poco che guardo in tv è su sky dove non c’è la pubblicità durante i film.
- Riesci a descrivere la tua tipica giornata di lavoro?
Come in una trincea, dove ti sparano da tutte le parti, con email, telefonate, debrief, ecc…e tu pensi “…ma io da piccolo volevo fare l’archeologo come Indiana Jones!!”
- Qual è il ruolo che la pubblicità svolge secondo te nella vita di tutti?
Meno rilevante di un tempo. Un giorno leggevo che il nostro cervello recepisce in una sola giornata migliaia di impulsi visivi.
Molti di questi legati alla pubblicità. Quanti verranno realmente assimilati in questa moltitudine?
- La pubblicità è “autoreferenziale”. Sei d’accordo?
Avevi dubbi?
- Quali sono, sempre che ci siano, le differenze delle agenzie italiane da quelle europee?
In prima persona non l’ho potuto sperimentare, ma da chi ha qualche campagna alle spalle più di me, di differenze ce ne sono. E tante.
La cosa che onestamente invidio ad altre realtà è la possibilità di dedicarsi un pò di più alle idee, piuttosto che alla realizzazione di un fantastico layout.
Si perde troppo tempo per le presentazioni e sempre meno al contenuto di esse.
- Grazie per aver risposto! Ma ci manca una frase di chiusura…
Arrrivato alla fine di questa mia prima intervista, e forse ultima, se siete arrivati fino a qui almeno potete consolarvi con una perla di Woody Allen sul meraviglioso mondo della pubblicità.
‘Sono a casa, seduto davanti alla Tv, quando il telefono suona e una voce dall’altra parte dice: “Le piacerebbe essere l’uomo vodka di quest’anno?”
E io rispondo: “No, sono un’artista e non faccio pubblicità, non sono un ruffiano, non bevo vodka e se lo facessi non berrei la vostra! “
E lui: “Peccato, paghiamo cinque milioni di dollari”.
E io dico: “Attenda in linea, prego, le passo il signor Allen”.
Anche io volevo fare l’archeologo XD