Ci avviciniamo sempre di più a quel mondo total digital che molti prevedono? Le campagne pubblicitarie che profumano di carta sono destinate a sparire, insieme ai giornali che li ospitano? In giro non si parla d’altro, e a vedere dai dati di vendita dell’ Ipad non c’è certo da meravigliarsi. E’ ormai inevitabile (ma ancora poco quantificabile) il passaggio sempre più massiccio dal cartaceo al digitale. L’uscita infatti di readers come l’Ipad rende il mercato del digitale sempre più facile da utilizzare e soprattutto molto meno futuristico ed utopistico di quanto si pensava in passato. Non è un caso che sempre Apple sta, in fin dei conti, riproponendo lo stesso meccanismo messo in atto tempo fa con Itunes e la musica digitale: accompagna il suo hardware con un mercato di contenuti in grado di rendere sempre appetibile l’acquisto del prodotto. Le conseguenze di tutto ciò si riflettono ovviamente anche sul settore pubblicitario che è sempre più vicino ai contenuti digitali, nonostante le cifre dell’advertising “classico” restino (almeno per ora) le più alte. Non è un caso ad esempio, che un giornale del calibro del Wall Street Journal ha intenzione di creare una sua applicazione per digitalizzare la testata (con un abbonamento presumibilmente intorno ai 18 dollari mensili) ma anche in casa nostra il Sole 24 Ore lancia un’applicazione che rende interattiva la lettura delle news.
Non è un caso inoltre, che nell’appena passato festival di Cannes tra i tanti provider di servizi pubblicitari, Google e Yahoo in primis, è apparso anche Apple. Insomma, benchè in maniera molto graduale, il passaggio da cartaceo a digitale coinvolgerà nei prossimi anni una fetta sempre più grande di prodotti e utenti, imponendo al mercato pubblicitario un ulteriore sforzo per adattarsi al nuovo mercato con idee nuove e in grado di sfruttare l’iterazione tra prodotto e utente.