Alle volte mi chiedo che grande responsabilità noi abbiamo nei confronti del nostro pubblico. Per noi, questa volta, non intendo soltanto creativi pubblicitari ma tutti quelli che lavorando in comunicazione, dalla radio, internet o tv, trasmettono messaggi a migliaia di persone contemporaneamente. Entra in gioco un componente etica molto forte che ci permettere di riflettere su cosa è giusto proporre. Ho letto, sempre dalle rete, che negli ultimi giorni in Inghilterra è nata una grossa polemica sul famoso talent show, che qualche anno fà è approdato anche in Italia, Xfactor, ed in particolar modo sulla messa in onda di un’audizione di una signora, Ceri Rees.
Ceri infatti, dopo aver perso il marito è entrata in un’acuta fase depressiva da cui non si è più ripresa, perdendo soprattutto le capacità di giudizio. Nonostante questo, lo show non si è fermato e, come io stesso ho visto e come voi stessi potete vedere da questo video, in un clima di riso offensivo e a tratti discriminante, viene trasformato in spettacolo una demenza frutto di dolore e dispiaceri.
Non bisogna prendere sotto gamba certi atteggiamenti, e quantomeno bisogna sempre segnalarli e discuterne. Dove può arrivare l’interesse mediatico, per riuscire a scavalcare problemi reali con sorrisetti finti e faccie sbalordite prese dal più becero e marcio reality show? Perché nessuno ha consigliato di evitare un simile siparietto? Eppure, negli spalti, la gente ride, si emoziona di un fenomeno ormai da baraccone, dimenticando la sofferenza che quella signora ha dentro. Da fenomeni del genere dobbiamo ricordarci ogni giorno di quanta responsabilità abbiamo e di quanto è facile far diventare finzione e gioco qualcosa che in realtà non lo è affatto.
