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Roberta Tocco e i suoi scatti di luce

Cerchiamo l’arte sempre lontano da noi, mentre invece è meravigliosamente vicina. Tra i miei colleghi e amici che ho conosciuto in questi anni di studio  in accademia ci sono tanti ragazzi talentuosi che ho deciso di raccontare. Perché lo meritano loro insieme ai bellissimi lavori che producono. Iniziamo, quasi per cavalleria, da Roberta Tocco e dai suoi scatti che vivono in un abisso di luce, dove si incontra una pacata malinconia con l’effervescenza della vita. Bellissima la luce, bellissimi i volti, leggera l’atmosfera di pace che riescono a trasmettere.
Lascio la parola direttamente a Roberta, alla sua presentazione e alle risposte ad una mia piccola intervista per capire meglio cosa ruota intorno all’universo in cui vivono le sue foto.
Potete visionare tutti gli scatti sul suo account Flickr.

Mi chiamo Roberta, ho 21 anni e studio all’accademia di belle arti di Catania. La passione per la fotografia è nata circa un anno e mezzo fa e non mi ha più abbandonata. Ho iniziato non sapendo nulla di fotografia con piccole foto concettuali, senza grandi pretese. Stimolata a continuare e migliorare ho acquistato la mia prima reflex e deciso di dedicarmi ai ritratti, che sono il genere che prediligo. Grazie alla fotografia mi si è aperto un mondo, ho conosciuto tante persone stupende e cominciato a vedere tutto ciò che mi circonda con occhi diversi.

Qual’è la principale fonte di ispirazione delle tue foto?
Nutro quotidianamente i miei occhi di immagini e stimoli che arrivano da tutto ciò che ho intorno. M’ispiro alle favole che mi raccontavano nell’infanzia, agli spot pubblicitari e a volte mi piace ricreare l’atmosfera di un particolare film. Credo che il cervello sia un organo fantastico perchè recepisce ed elabora tutti questi stimoli e li trasforma in un’ idea, in un’ immagine che arriva all’ improvviso.

C’è un canale preferenziale che ti piace raccontare?
Cerco di creare storie irreali ed a-temporali, enfatizzando la bellezza del soggetto. Do spazio all’immaginazione sia mia, sia di chi guarderà la foto. Una cosa che mi piace della fotografia è che ognuno ci vede all’interno ciò che vuole, magari io ho una mia interpretazione su quella foto, mentre invece a qualcun’ altro susciterà qualcosa di completamente differente, ma credo che l’importante sia comunicare e dare qualcosa, è quello il mio obbiettivo.

Cosa significa per te fotografare?
Tutto. E non esagero, è come se la mia vita girasse attorno a questa continua ricerca e voglia di creare qualcosa che sia interessante ed emozionale e che mi racconti. Prendere la macchina fotografica e cominciare a scattare mi fa dimenticare il caos che ho intorno e sopratutto che ho dentro, è la mia cura e fuga dal mondo. 

Le tue foto sembrano appartenere ad un limbo dove tutto è fermo, dove l’allegria e la malinconia si raccontano insieme. Quanto c’è di te in questa particolare scelta stilistica?
I miei scatti parlano prima di me, inconsciamente quello che vivo si riflette su di essi. Alle volte ho il bisogno di raccontare la mia felicità e a volte la mia malinconia perché sono entrambe importanti per me, per questo non esagero quando dico che la fotografia significa tutto per me , vivo molto in simbiosi con essa.

La particolarità dei tuoi scatti è quella che sembrano momenti, parti del vissuto, non in posa, quasi rubati. Quindi basta un attimo per restare colpiti da un’emozione?
Una cosa che spesso sfugge è il non accorgersi di quanta bellezza ci possa essere nel mondo ,è proprio in attimi rubati e che possono sembrare insignificanti che si nasconde dentro emozione. Ed il compito della fotografia è proprio questo, racchiudere in un frame il meraviglioso che c’è nella vita a cui non facciamo neanche caso e molto umilmente è quello che cerco di fare anche io.

Cosa ti piacerebbe raccontare in futuro attraverso i tuoi scatti?
Non posso dare una risposta esaustiva a questa domanda perché sinceramente non so cosa mi porterà il futuro, vorrei maturare e migliorare. Ho tantissima voglia di imparare e di conoscere, di guardare le cose con occhi sempre nuovi. Di certo non mi fermerò, anche se so che è una strada tutta in salita.




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