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Barilla e i suoi 132 anni di storia

” Penso che il grano sia una benedizione per l’uomo,

gli dai passione e ti ricambia generoso.

Oggi siamo solo io e i miei fratelli nella nostra piccola bottega,

ma le clienti arrivano già da ogni parte della città per provare la nostra pasta.

Sento che con l‘impegno di tutti possiamo migliorarci,

e se riusciremo in questo, anno dopo anno, dovremo sempre tenere in mente una cosa;

diamo alla gente quello che daremo ai nostri figli

e se lo faremo ogni giorno e continueremo a farlo con passione,

la nostra pasta sarà sempre migliore.

Così potremo arrivare nella casa di tante famiglie e portare gioia intorno alla tavola.

E allora potremo ricercare, perfezionarci sempre di più e forse diventare una pasta famosa,

magari in tutto il mondo.

Per ora è un sogno,

ma se c’è la passione,

perché non sognare.

Quello scritto sopra è il discorso pronunciato da Pietro Barilla, fondatore dell’omonima Barilla, cui credo la maggior parte di noi conosce. Voglio analizzarlo questo spot, anche se a distanza di  un pò di tempo. Lo spot è infatti uscito in tv dal 15 febbraio,realizzato dall’agenzia Y&R. E’ forse riduttivo chiamarlo semplicemente spot, perchè effettivamente l’impatto emotivo che trasmette ci stà stretto in quella manciata di secondi degli spot classici. Pietro Barilla è il filo conduttore dell’intera vicenda. Lo spot ripercorre la storia dell’azienda accompagnandola ai momenti più significativi della storia italiana ed europea, spostando l’attenzione dal prodotto al brand vero e proprio e concentrantosi nell’evidenziare i valori portanti. Barilla parte da una piccola realtà famigliare, dal grano potremmo dire. Ed è il momento della raccolta l’inizio dello spot, contadini ottocenteschi (certamente idealizzati) raccolgono “la benedizione dorata” del grano. E’ un viaggio tra i valori veri, l’impegno e la passione. La voglia di crescere della piccola realtà locale, senza però perdere il contatto con la gente, eventi che si mescolano, man mano lungo il corso dello spot ad eventi importanti, come lo sbarco sulla luna o la caduta del muro di Berlino, focus che non fanno altro che rafforzare la forza “impattante” di una comunicazione quasi di altri tempi. Il percorso si conclude poi con il sogno, quasi un’esortazione a credere nel domani. Una scelta giusta, alla luce del fatto che questo spot, certamente, viene promosso quando l’azienda ha ormai raggiunto e realizzato il suo progetto originale.

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