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Chi sono

Nicolò Volanti

Art director di molte parole

Se proprio dovessi darmi una definizione, userei questa.

Classe 1990, sono nato nella provincia più nascosta della Sicilia, Enna, dove la famiglia è davvero come quella che si vede in pubblicità, tra prati verdi, qualche gallina spennacchiata e aria fresca. Da piccolo inizio a infornare dolci, pasticciare con la terra e sperimentare con le provette del piccolo chimico.Mi iscrivo al liceo scientifico e inizio ad innamorarmi alla chimica, immaginando quanto una materia tanto pallosa per la maggior parte della gente, rappresentasse invece il succo massimo della creatività.

Da li a poco capisco di non vivere in rapporto monogamo con le mie passioni e ne subentra una ancora più forte, quella per la pubblicità. A differenza della chimica, chiusa in laboratorio, inizio a sperimentarmi in una creatività diversa e altrettanto utile e mi ci butto a capofitto. Inizio a leggere libri, seguire i festival pubblicitari, sperimentarmi in contest di advertising e decido di iscrivermi al corso di graphic design dell’ Accademia Belle Arti di Catania, dove sono tutt’ora iscritto per laurearmi a breve, qualche mese ancora per poi continuare a Milano, in Accademia di Comunicazione.

Credo che fare pubblicità sia oggi una sfida tanto difficile quanto affascinante, bisogna far innamorare il proprio pubblico, con motivazioni vere, concrete ed eticamente condivise nell’idea di farsi promotori di cultura e non semplicemente complici del pensiero comune, provando ad elevare la società, come il buon Bill Bernbach diceva.

Il mio fare pubblicità significa passione e mestiere, nell’ottica di una comunicazione sia qualitativamente elevata ma nello stesso tempo commercialmente efficace. Nonostante non sia ancora all’interno del settore, in maniera completa, ho cercato di sperimentare e sperimentarmi, immaginando la pubblicità di domani, in cui io e tanti miei colleghi saremo protagonisti nell’ottica del rinnovamento radicale che il settore della creatività pubblicitaria necessita, portando la cultura progettuale a clienti ancora acerbi o restii ad una comunicazione di respiro più europeo.

I miei progetti aperti:

Parole in silenzio Patatalessa
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